
È ormai da tempo che si sente parlare di dieta chetogenica. Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta, in modo tale da scegliere con maggiore consapevolezza questo piano alimentare.
La dieta chetogenica per essere definita tale necessita della produzione di corpi chetonici. I corpi chetonici sono delle molecole che si formano quando c’è carenza di glucosio. A questo punto mi dispiace dirvi che è necessario parlare un po’ di biochimica per rendere il quadro più chiaro:
Solitamente le cellule svolgono un metabolismo aerobio, ciò significa che da una molecola di glucosio se ne formeranno due di piruvato che entrando nel mitocondrio si legheranno ad una molecola di acetil Co-A iniziando una serie di reazioni (ciclo di Krebs) che produrranno energia sotto forma di ATP. Ma cosa succede se sto seguendo una dieta chetogenica e non ho glucosio a disposizione? L’acetil Co-A non potendo reagire con il piruvato si legherà ad un’altra molecola di acetil Co-A generando i corpi chetonici (aceto acetato, idrossi butirrato e acetone). La formazione di questi composti, in un momento considerato dal nostro corpo come di emergenza (digiuno, dieta iperproteica e a basso contenuto di carboidrati), risulta essere fondamentale soprattutto per il nostro cervello. Le cellule cerebrali infatti utilizzano come fonte energetica quasi esclusivamente glucosio. Quando esso viene a mancare purtroppo gli acidi grassi (utilizzati come fonte energetica dalla maggior parte delle cellule), non sono in grado di attraversa la barriera ematoencefalica e non possono quindi essere utilizzati come fonte energetica alternativa nelle cellule cerebrali. I corpi chetonici, riescono invece ad attraversare questa barriera, fungendo da substrato energetico di emergenza per il nostro cervello.
La prima cosa che salta agli occhi è che questa dieta provoca una situazione di emergenza nel nostro corpo e quindi non è attuabile per lunghi periodi di tempo. I corpi chetonici abbassano il PH, ciò consuma le nostre riserve di tamponi (sostanze chimiche che riequilibrano il PH) della massa magra provocando una diminuzione della densità ossea e aumentando la probabilità di sviluppare osteoporosi; acidificano il tessuto connettivo, deputato all’eliminazione degli scarti cellulari, e che se alterato porta ad un deposito di materiale di scarto e degenerazione cellulare dei tessuti (es: cellulite). inoltre la dieta chetogenica tende ad affaticare reni, fegato ed apporta carenze nutrizionali quindi può essere adottata solo da soggetti sani e giovani per brevi periodi di tempo.
Quali sono i vantaggi derivanti da una dieta chetogenica? Nel breve tempo comporta una perdita di peso leggermente più veloce rispetto alla classica dieta mediterranea, può migliorare il quadro glucidico in persone che hanno problemi di iperglicemia e insulino resistenza e infine viene utilizzata per il trattamento di pazienti epilettici che non rispondono alle terapie farmacologiche.
Concludo lasciando delle mie considerazioni! La dieta chetogenica non essendo un piano alimentare attuabile per lunghi periodi dovrà comunque essere sostituito da una dieta maggiormente equilibrata, quindi non deve essere intesa come unica strategia di dimagrimento soprattutto se i chili da perdere sono tanti. La sua celebrità è andata di pari passo con la demonizzazione dei carboidrati, a causa di un eccessivo consumo, nei paesi occidentali, di alimenti ricchi in zuccheri semplici. Sicuramente un abuso di prodotti industriali ricchi di zuccheri sono alla base di obesità e malattie infiammatorie ma non per questo i carboidrati vanno eliminati dalla nostra alimentazione. Verdura, frutta, legumi e cereali integrali sono ottime fonti di carboidrati complessi necessari per il metabolismo cellulare soprattutto se si è sportivi.